T-Phonum MKII

Il T-Phonum MKII è un preamplificatore phono RIAA ad elevate prestazioni concepito sia per testine a magnete mobile (MM) che a bobina mobile (MC).

Introduzione

Il T-Phonum MKII è stato sviluppato allo scopo di ottenere le migliori prestazioni nella riproduzione del disco in vinile. Il circuito impiega una particolare rete d’equalizzazione RIAA a due stadi, uno attivo ed uno passivo, che permette di risolvere efficacemente le problematiche di accuratezza, rumore e dinamica d’ingresso che tipicamente si presentano impiegando le reti attive o passive tradizionali.

Vista interna del T-Phonum MKII.

Attraverso una complessa procedura di dimensionamento è stato possibile ottenere un’elevatissima accuratezza nella riproduzione della curva RIAA, garantendo un’eccezionale fedeltà nella riproduzione. L’uso della rete RIAA a due stadi, unitamente al particolare arrangiamento degli stadi di guadagno, ha permesso di ottenere un rapporto segnale/rumore e una dinamica d’ingresso sensibilmente superiori rispetto alle circuitazioni convenzionali.

ParametroValoreNote
GuadagnoMM: 40 dB, 46 dB
MC: 60 dB, 66 dB
4 valori selezionabili mediante interruttori DIP
Rapporto segnale/rumoreA-weight:
MM: 92 dB, 87 dB
MC: 73 dB, 67 dB
Unweight:
MM: 88 dB, 83 dB
MC: 69 dB, 63 dB
Op-amp LT1115
Massimo segnale d’ingresso81 mVRMS (230 mVpp) a 40 dB
7,8 mVRMS (22,2 mVpp) a 60 dB
1 kHz, alimentazione a ±12 V
Margine prima del clipping (headroom)27 dB1 kHz, alimentazione a ±12 V
Distorsione armonica totale~0,002%Op-amp LT1115, 1 kHz
Accuratezza della curva RIAA±0,05 dBTyp., 20 Hz ÷ 20 kHz
Capacità d’ingresso0 pF, 100 pF, 150 pF, 220 pF, 250 pF, 320 pF, 370 pF, 470 pF8 valori selezionabili mediante interruttori DIP
Resistenza d’ingresso47 kΩ, 1 kΩ, 100 Ω, 91 Ω4 valori selezionabili mediante interruttori DIP

Alcuni interruttori DIP presenti sulla scheda permettono di regolare il guadagno (modalità MM e MC), la capacità d’ingresso (per ottimizzare l’interfacciamento delle testine MM) e la resistenza d’ingresso (per le testine MC).

Tutti questi aspetti sono stati concepiti allo scopo di ottenere una riproduzione estremamente fedele del supporto in vinile e assicurare prestazioni musicali di elevatissimo livello.

Stadio preamplificatore

Il circuito impiega complessivamente quattro amplificatori operazionali singoli per applicazioni audio, due per ciascun canale.

La rete RIAA a due stadi è a bassa impedenza per minimizzare il rumore termico. Questa viene pilotata dal primo op-amp, che fornisce anche una porzione significativa del guadagno complessivo. Il secondo op-amp fornisce il restante guadagno necessario, che può essere regolato a seconda del livello d’uscita della testina impiegata. La particolare combinazione di equalizzazione e amplificazione è alla base dell’elevato rapporto segnale/rumore e dell’elevata dinamica d’ingresso del T-Phonum MKII.

Schema elettrico del preamplificatore phono RIAA T-Phonum MKII.

Per ottenere il miglior rapporto segnale/rumore è necessario che il primo op-amp fornisca un basso rumore d’ingresso. Per esempio, i modelli seguenti sono adatti.

Op-amp del primo stadioRumore d’ingressoAlimentazione
NE55343,5 nV/√HzDa ±12 V a ±20 V
OP373 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
LME497102,5 nV/√HzDa ±12 V a ±17 V
AD7970,9 nV/√HzDa ±12 V a ±18 V
LME499900,9 nV/√HzDa ±12 V a ±18 V
LT11150,9 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
LT10280,9 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
BK251 (scopri di più)0,5 nV/√Hz±15 V (da ±12 V a ±18 V)

Il secondo op-amp non incide significativamente sul rumore complessivo, per cui la sua scelta è meno critica. Alcuni modelli consigliati sono i seguenti.

Op-amp del secondo stadioSlew-rateGBPTHDAlimentazione
NE553413 V/µs10 MHz0,002%Da ±12 V a ±20 V
LME4971020 V/µs55 MHz0,00003%Da ±12 V a ±17 V
OPA60425 V/μs20 MHz0,0003%Da ±12 V a ±24 V
OPA13420 V/µs8 MHz0,00008%Da ±12 V a ±18 V
OPA62755 V/µs16 MHz0,00003%Da ±12 V a ±18 V
OPA637135 V/µs80 MHz0,00003%Da ±12 V a ±18 V

L’accuratezza della riproduzione della curva RIAA dipende dalla tolleranza dei componenti usati nella rete d’equalizzazione. Per questo, i resistori sono a strato metallico con tolleranza uguale o inferiore all’1% e i condensatori sono a film plastico metallizzato con tolleranza uguale o inferiore al 5%.

Scheda del T-Phonum MKII.

I condensatori di accoppiamento (C6, C7, C17 e C18) sono a film plastico (qualsiasi capacità compresa tra 2,2 e 10 µF è adatta). I condensatori di bypass delle alimentazioni (da C8 a C11 e da C19 a C22) sono di tipo ceramico per ottenere la minima impedenza alle alte frequenze.

Gli interruttori DIP possono essere attivati secondo varie combinazioni per ottenere 4 valori di guadagno (S2 e S4), 8 valori di capacità e 4 valori di resistenza d’ingresso (S1 e S3).

La rete RIAA a due stadi

Diversamente dalla maggior parte dei preamplificatori RIAA, che impiegano reti d’equalizzazione esclusivamente attive o esclusivamente passive, il T-Phonum MKII impiega simultaneamente due distinte reti specializzate: una attiva per le basse frequenze ed una passiva per le alte frequenze. Questa tecnica offre dei notevoli vantaggi, perché permette di superare efficacemente le limitazioni delle reti tradizionali.

Rete RIAA a due stadi
La rete RIAA a due stadi usata nel T-Phonum MKII.

Infatti, le normali reti RIAA passive introducono un’attenuazione di circa 20 dB ad 1 kHz, che deve essere recuperata amplificando ulteriormente il segnale. Questo pone severe limitazioni circa il rapporto segnale/rumore e la dinamica d’ingresso ottenibili. La rete RIAA a due stadi non introduce quest’attenuazione, per cui è in grado di massimizzare il rapporto segnale/rumore e la dinamica d’ingresso del preamplificatore.

Inoltre, con questo approccio è agevole dimensionare reti a bassa impedenza senza sovraccaricare lo stadio amplificatore. Questo riduce sensibilmente il rumore termico, che è il principale problema delle reti passive tradizionali ad alta impedenza.

D’altro canto, l’uso di una parte passiva per le alte frequenze (il polo a 75 µs) permette alla rete RIAA a due stadi di seguire il corretto andamento della curva RIAA anche alle frequenze ultrasoniche, cosa che non sarebbe stata possibile impiegando una sola rete attiva nella configurazione non-invertente. Questo permette di ottenere una perfetta fedeltà nella riproduzione della curva RIAA anche alle alte frequenze.

La massima deviazione rispetto alla curva RIAA ideale è compresa entro ±0,05 dB
La massima deviazione rispetto alla curva RIAA ideale prodotta dal T-Phonum MKII è compresa entro ±0,05 dB (typ.).

La corretta attenuazione delle frequenze ultrasoniche previene anche la comparsa delle distorsioni d’intermodulazione dovute alle limitazioni dello slew-rate degli stadi amplificatori successivi, che lavorano così nelle loro condizioni operative ottimali.

In definitiva, la rete RIAA a due stadi permette di beneficiare dei vantaggi di ciascuna tipologia di rete senza presentarne le limitazioni. Un’accurata analisi della rete ha permesso di sviluppare un apposito algoritmo finalizzato ad individuare la miglior combinazione di valori per assicurare sia un’elevata accuratezza che un basso rumore.

Stadio d’alimentazione

La scheda del T-Phonum MKII può essere alimentata in molte diverse modalità (a partire dalla Rev. 7). Pertanto, la scheda può essere assemblata secondo due opzioni:

  • sfruttando lo stadio d’alimentazione integrato nella scheda (opzione A);
  • sfruttando un alimentatore esterno o una coppia di batterie (opzione B).

Lo sapevi che…

Il T-Phonum MKII può essere realizzato sia in un singolo telaio che in due telai.

Infatti, lo stadio di alimentazione integrato sulla scheda (opz. A) può funzionare sia con un semplice trasformatore che con una scheda di pre-regolazione BP221 aggiuntiva, capace di massimizzarne le prestazioni. Vuoi saperne di più?

Per tutti i dettagli sull’alimentazione, trovi il resto dell’articolo qui sotto.

Opzione A (predefinita)

La scheda include uno stadio d’alimentazione stabilizzato progettato per assicurare un’adeguata alimentazione a basso rumore. Questo permette di alimentare la scheda dal connettore E5 con un trasformatore da 15 V~ (a singolo o, preferibilmente, doppio secondario) da almeno 6 VA, o anche con una tensione duale non stabilizzata compresa tra ±18 e ±24 V come quella fornita dalla scheda di pre-regolazione BP221.

Alimentatore del T-Phonum MKII.

Il raddrizzatore è costituito da diodi veloci di tipo 1N4936 che, in parallelo ai condensatori, assicurano un basso rumore di commutazione. I diodi D5 e D6 prevengono l’aggancio delle uscite (output latch) al momento dell’accensione. I regolatori possono essere sostituiti con modelli simili capaci di fornire tensioni diverse, in accordo con gli op-amp e il trasformatore impiegati.

C29, C30 e C31 sono i condensatori di bypass dei regolatori e sono di tipo ceramico. Invece, C32 compensa il regolatore negativo e deve essere da 1 µF al tantalio. Le tipologie indicate assicurano la stabilità dei regolatori, un’ottima risposta al transitorio e un basso rumore.

L’impiego di un trasformatore esterno è il miglior modo per evitare i disturbi elettromagnetici. Il trasformatore può anche essere inserito all’interno del contenitore purché sia posizionato opportunamente.

Opzione B

Escludendo lo stadio d’alimentazione integrato nella scheda è possibile alimentare direttamente gli op-amp dal connettore E7. Quest’opzione è utile se si desidera impiegare una coppia di batterie o un alimentatore esterno con una tensione d’uscita duale adatta agli op-amp impiegati (generalmente compresa tra ±12 e ±18 V per la maggior parte degli op-amp). In questo caso i componenti contrassegnati con l’asterisco (*) non devono essere montati.

Modalità di alimentazione

Le due opzioni permettono di alimentare la scheda con un trasformatore a singolo secondario (1), con un trasformatore con presa centrale (2), con una tensione duale non stabilizzata (3) o con una tensione duale stabilizzata (4).

Varie modalità di alimentazione del T-Phonum MKII.
Opzione Modalità Note
Opz. A
Modalità 1 (predefinita)
Funzionamento a singola semionda
Utile se si dispone di un trasformatore a singolo secondario da 12 V o 15 V.
Vengono usati i terminali AC1 e GND di E5.
Modalità 2
Funzionamento a onda intera
Utile se si dispone di un trasformatore con presa centrale da 12-0-12 V o 15-0-15 V.
Vengono usati i terminali AC1, GND e AC2 di E5.
Modalità 3
Funzionamento in DC
Utile se si dispone di una tensione DC duale non stabilizzata compresa tra ±15 e ±22 V.
Vengono usati i terminali AC1 (per V+), GND e AC2 (per V-) di E5.
Opz. B
Modalità 4
Alimentazione diretta degli op-amp
Utile se si dispone di una tensione DC duale stabilizzata compresa tra ±12 e ±18 V.
Vengono usati i terminali V+, GND e V- di E7.

Montaggio

La scheda deve essere montata in un contenitore metallico per assicurare un’adeguata schermatura. Il collegamento a massa del contenitore può essere effettuato tramite uno dei connettori posteriori di alimentazione o di massa. Il sistema può essere montato in due telai come descritto nella pagina dedicata.

Connessioni e montaggio della scheda del T-Phonum MKII.

I connettori RCA sono isolati dal pannello e i collegamenti di segnale sono stati eseguiti con cavo RG-174. Anche il morsetto per il collegamento della massa del giradischi è isolato dal pannello ed è connesso al terminale GND al centro della scheda, che è il punto d’incontro dei piani di massa dei due canali e dell’alimentazione.

Circuito stampato (PCB) del T-Phonum MKII.

Il circuito stampato è stato attentamente progettato per offire piani di massa a basso rumore. Le dimensioni sono di 10 × 12 cm e sono previsti dei fori di fissaggio per viti M3 da usare con distanziatori isolanti. La serigrafia facilita l’assemblaggio, mentre il trattamento HASL protegge il rame e favorisce saldature di elevatissima qualità.

Configurazione dei DIP-switch

Gli interruttori DIP possono essere attivati in varie combinazioni per modificare resistenza d’ingresso, capacità d’ingresso e guadagno.

Capacità e resistenza d’ingresso (S1, S3)12345
0 pFOffOffOff  
100 pFOnOffOff  
150 pFOffOnOff  
220 pFOffOffOn  
250 pFOnOnOff  
320 pFOnOffOn  
370 pFOffOnOn  
470 pFOnOnOn  
47 kΩ   OffOff
1 kΩ   OffOn
100 Ω   OnOff
91 Ω   OnOn
Guadagno (S2, S4)12
+40 dB (MM e MC ad alta uscita)OffOn
+46 dB (MM e MC ad alta uscita)OnOn
+60 dB (solo MC)OffOff
+66 dB (solo MC)OnOff

Cronologia degli aggiornamenti

  • Aggiornamento (01/2021): modificati i regolatori predefiniti (da ±12 V a ±15 V) e alcuni valori di resistenza dell’alimentazione.
  • Aggiornamento (Rev. 7, 03/2017): aggiunti due valori di guadagno e due valori di resistenza d’ingresso, aggiunta alimentazione ad onda intera.
  • Aggiornamento (Rev. 6, 06/2016): aggiunto connettore per alimentazione diretta op-amp.
  • Aggiornamento (Rev. 5, 01/2016): migliorato il rapporto S/N in modalità MC.
  • Aggiornamento (Rev. 4, 01/2015): modificati i valori della capacità d’ingresso.
  • Aggiornamento (Rev. 3, 05/2013): aggiunto un valore di resistenza d’ingresso.
  • Aggiornamento (Rev. 2, 02/2013): sostituzione dei jumper con DIP-switch.
  • Aggiornamento (Rev. 1, 12/2012): ottimizzazione della rete RIAA

Commenti

103 risposte

  1. Avatar Antonio

    Ciao Niki, ho assemblato i componenti e devo dire che questo pre phono è di ottima qualità, sono contento, complimenti per il progetto, ho realizzato un “due telai” per evitare “rumori”, il prossimo step sarà la prova degli lt1115, anche se sono gia contento così.

    1. Ciao Antonio,
      sono molto felice che tu sia soddisfatto del progetto. Spero che possa accompagnarti a lungo nell’ascolto della tua musica preferita.
      NT

  2. Avatar Fernando
    Fernando

    Salve,
    non sono solito commentare, ma oggi farò un’eccezione, perché in un certo senso questo progetto ha letteralmente CAMBIATO il mio modo di ascoltare musica.
    Ho iniziato a realizzare la v.5 quasi per gioco per usarla nel mio secondo impianto, ma dopo ore di ascolti, ho dovuto riconoscere che meritasse di essere lo stadio fono del mio impianto principale. Ora suona in abbinamento con una BENZ GLIDER SL, e francamente mi ha davvero conquistato. In 35 anni di passione per l’alta fedeltà ho ascoltato oltre quaranta stadi fono, ma francamente non ho mai sentito nulla suonare tanto bene fino ad almeno dieci volte il costo di questo stadio: trasparente, dinamico, veloce, naturale… Praticamente non suona, mi sono completamente dimenticato di averlo… E realizzarlo è costato molto meno di quanto abbia pagato qualsiasi pre fono che abbia mai acquistato. È incredibile come con uno progetto ben studiato si riesca ad ottenere un suono tale con una spesa tanto piccola.
    Spero presto di vedere su queste pagine anche il progetto di un pre di linea da abbinare a questo incredibile fono.

    1. Ciao Fernando, sono molto felice che tu abbia apprezzato questo progetto. In effetti, la preparazione di questo stadio ha richiesto mesi di progettazione e anni di continui aggiornamenti, nei quali fortunatamente sono stati affinati quegli aspetti che sono importanti per una riproduzione quanto più naturale possibile.
      Attualmente sto lavorando su alcuni progetti di preamplificatori di linea a componenti discreti, che spero di pubblicare entro la fine dell’estate.
      NT

  3. ciao, sto cercando tutti i componenti per costruirmi il pre, volevo chiedere una cosa, la parte alimentatore, se usassi un modulino dc-dc da 12V a +-15V, già pronto, è lo stesso?

    1. Salve Enrico,
      è possibile alimentare gli op-amp direttamente con un modulo da ±15 V, ma questo potrebbe comportare un certo peggioramento del rapporto S/N. Infatti, questi moduli lavorano a commutazione, per cui possono risultare rumorosi (sia per il ripple all’uscita, che per l’irradiamento elettromagnetico). Pertanto, suggerirei di effettuare una prova preventiva per verificare che il modulo non interferisca col circuito. Eventualmente, sarà possibile rimediare disponendo un’adeguata schermatura (per l’eventuale irradiamento elettromagnetico) o un moltiplicatore di capacità all’uscita del modulo (per attenuare l’eventuale ripple residuo).
      NT

    2. perfetto grazie! proverò sicuramente, anche se l’alimentatore da te progettato è molto semplice!!

  4. Bravo Niki. Mi è appena arrivata la scheda di ottima fattura. Sei stato sempre estremamente disponibile e hai dimostrato una preparazione tecnica veramente impeccabile. A questo punto mi piacerebbe sapere come è cominciato questo tuo interesse per il vinile e per la progettazione di vetusti apparecchi analogici (per i quali anche un cinquantenne come me pare fin troppo giovane) dato che mi pare di intuire tu sia parecchio giovane ed orientato a tecnologia più attuale. La tua preparazione farebbe invidia a tanti venditori di fumo per audioti presenti sul mercato da anni e sicuramente andrebbe anche a rompergli … le uova nel paniere.

    Continua così, hai di sicuro qualche sostenitore qua fuori.

    Cordialmente,
    Anton

    1. Ciao Anton,
      è davvero una grande soddisfazione sapere che tu abbia apprezzato questo progetto. In risposta alla tua curiosità, considera che la progettazione del T-Phonum è nata per soddisfare l’esigenza che ebbi alcuni anni fa di procurarmi uno stadio phono di elevato livello; purtroppo le numerose ricerche online mi dimostrarono che era difficile ottenere informazioni chiare sulle prestazioni dei prodotti dal buon rapporto qualità/prezzo, e che quelli di elevato livello erano senza dubbio fuori dalla portate di molte delle tasche degli appassionati di vinile come me. Pertanto ho deciso di intraprenderne personalmente la progettazione seguendo un approccio rigorosamente scientifico: oltre a dedicare molto tempo a calcoli e simulazioni, ho provveduto a verificarne strumentalmente le prestazioni in modo da ottimizzarlo in ogni senso. Avendo ottenuto un risultato particolarmente soddisfacente, oggi direi addirittura sopra le aspettative, ho pensato che potesse essere interessante condividere sul web la versione definitiva affinché chi avesse avuto una necessità simile alla mia, avrebbe potuto trovarla utile (anche dato il basso costo di realizzazione, se paragonato ad apparecchi commerciali equivalenti).
      Come hai intuito nel tuo messaggio precedente, in effetti l’elettronica analogica è una passione che coltivo da sempre: credo di aver comprato il primo libro durante la quinta elementare, e da allora mi sono procurato molti testi che studio con interesse durante il tempo libero. La prima versione del T-Phonum è nata circa cinque ann fa, quando avevo diciassette anni. Tuttavia, almeno per ora, ho deciso di non rendere questa passione un mestiere: infatti attualmente sto proseguendo gli studi magistrali nel settore delle scienze biologiche, perché ritengo che sia importante coltivare tutte le passioni. Da questo punto di vista, vedere che i progetti pubblicati vengono apprezzati è senza dubbio un grande incentivo a continuare in questa strada, e per questo ti ringrazio.
      A risentirci,
      Niki

  5. Buongiorno,
    mi sono appena arrivati i pezzi per montare sia il T-Phonum che il filtro subsonico escludibile. Spero questo weekend di riuscire a ritagliarmi del tempo per assemblarli, non vedo l’ora 😉
    Ho solo un dubbio sulla parte dell’alimentazione, se non uso il led blu R1 e D3 sono entrambi indispensabili? Mi era parso di capire che servivano solo a quello però eliminandoli entrambi si viene a creare un bel corto 🙁 Che faccio, lascio entrambi anche se non uso il led?

    1. Salve Elmir,
      se non s’intende montare il LED, è ovviamente possibile non montare R1 e D3, lasciando quindi vuoto il loro posto (chiaramente NON vanno sostituite con un ponticello, altrimenti si creerebbe un cortocircuito).
      Resto con piacere a disposizione per qualsiasi chiarimento sul montaggio.

  6. Teoricamente la sua risposta non fa una grinza, però guardando il datasheet del LT1115 si vede che i 0,9 uV sono un po ottimistici e misurati a banda larga con configurazione “amichevole” mentre quelli del LM194 sono reali. Mettere in parallelo i supermatched non ha molto senso in quanto parallelizzazione di un cinquantina di chips (transistors) sullo stesso die, questo permette anche una simmetria dello 0.5% (vera) tra i due transistors della coppia. Nell’esempio citato, la maggior parte del rumore era dovuto alla corrente attraverso la resistenza di carico della testina (+15dB rispetto all’ ingresso in corto). Anche ora nel professionale si usa l’Opamp a componenti discreti 990 della John Hardy, “vecchio” progetto Jensen (consiglio agli interessati di scaricare il pdf con schema e misure). L’elettronica è l’arte del compromesso e molti opamp “moderni” anche se + performanti in teoria,devono essere supercontrreazionati con prestazioni soniche modeste.

    1. Avatar bsproj

      [quote name=”Bruno”]Mettere in parallelo i supermatched non ha molto senso (…)[/quote]
      Attenzione: il collegamento di più coppie supermatch in parallelo non c’entra nulla con la simmetria! Lo scopo di questa tecnica è esclusivamente quello di poter polarizzare lo stadio d’ingresso con una [b]corrente maggiore[/b] di quella che si potrebbe usare con una sola coppia, il che vuol dire ridurre le resistenze equivalenti, quindi il rumore termico. Questa è probabilmente la tecnica più efficace e più usata in ambito high-end (non solo audio) per la riduzione del rumore, perché porta generalmente ad un miglioramento di ~3 dB sul rapporto S/N per ogni raddoppio del numero di transistori. Quindi di senso ne ha, e come!
      A questo proposito, oltre che nei testi di W. Jung, per approfondire l’argomento consiglio di dare un’occhiata a [i]Small signal audio design[/i] di D. Self, dove è illustrato un preamplificatore per MC con tre 2N4403 ad emettitore comune connessi in parallelo per ottenere un rumore equivalente d’ingresso di -141 dBu, e in [i]The sound of silence[/i] di B. Vogel, che descrive (con tutti i calcoli del caso) come questa tecnica sia praticamente lo stato dell’arte.
      Ad ogni modo, se si osserva il grafico “Current Noise Spectrum” a pag. 5 del datasheet dell’LT1115, gli 0,9 nV/√Hz, non mi sembrano poi tanto ottimistici (che vogliono dire “configurazione [i]amichevle[/i]” e “uV [i]reali[/i]”?). Ma attenzione a confrontare i dati di un opamp con quelli di una coppia supermatch si non si vuole prendere un bel granchio, perché per capire quale sia effettivamente la soluzione migliore bisogna fare le giuste considerazioni e calcolare per bene il rumore efficace all’ingresso di ciascun circuito tenendo conto di tutte le fonti di rumore (incl. retroazione), e come vengono amplificate.
      [quote name=”Bruno”]Nell’esempio citato, la maggior parte del rumore era dovuto alla corrente attraverso la resistenza di carico della testina (…)[/quote]
      Questa è invece un’osservazione molto giusta perché, a questi livelli, la corrente di rumore dovuta alla resistenza di carico (per via del comportamento induttivo delle testine magnetiche che determina un aumento dell’impedenza alle alte frequenze) può prevalere sul rumore del preamplificatore, per cui ogni ulteriore sforzo in questo senso è inutile, e il tutto si riduce ad una questione di lana caprina. Sono d’accordo che da queste considerazioni nascono i compromessi più ragionevoli, per cui progettare un preamplificatore con un rumore d’ingresso bassissimo quando si usano, ad esempio, testine MM (che per via della loro grande impedenza interna, risultano molto rumorose), non ha davvero senso.
      Per quanto riguarda le prestazioni soniche degli opamp moderni, invece, personalmente ritengo che convenga essere cauti nel generalizzare, perché non bisogna dimenticare che le migliori prestazioni derivano dai migliori progetti, e non dai migliori componenti.
      Ovviamente, grazie per l’interessante scambio d’idee.
      Niki

  7. se posso dare un suggerimento, visto che anni fa progettai qualcosa di simile, Equalizzazione R.I.A.A. mista a basso rumore, per incrementare le prestazioni di questo pre, aggiungerei, al posto del differenziale d’ingresso dei circuiti integrati, una coppia di transistors a basso rumore tipo l’equivalente del MAT012 (la versione SMD costa 1€ contro i 18- 20€ della versione “tradizionale”), questo porterebbe ad avere un rumore pari a 0,9 uV ma con la libertà di scegliere un integrato veloce e/o capace di erogare corrente su carichi bassi. Nella mia vecchia versione usavo LM394 @ 118 uA (cito a memoria) e come integrato un LM318 (SR 50V/uSec) per avere una banda passante molto ampia (erano i primi anni 80!). Personalmente sposterei la rete per le HF sul secondo stadio, il condensatore d’uscita mi dovrebbe garantire dalla variabilità della resistenza di carico dello stadio successivo (l’ampli). Saluti a tutti
    Bruno

    1. Buongiorno Bruno,
      è un piacere ricevere commenti tecnici come il suo. L’idea di inserire una coppia differenziale esterna era senz’altro un’ottima soluzione negli anni ’80, quando ancora il mercato degli opamp a basso rumore era solo agli inizi (i testi di W. Jung e S. Franco ne portano numerosi esempi).
      Al contrario, oggi disponiamo di opamp integrati in grado di fornire un rumore d’ingresso estremamente basso unitamente ad un’elevata capacità di pilotaggio dei carichi a bassa impedenza, per cui questo tipo di modifica su questo circuito [b]non apporterebbe alcun tipo di miglioramento[/b]. Per es. l’LT1115 usato in questo progetto fornisce [i]esattamente lo stesso[/i] rumore d’ingresso del circuito da lei suggerito, ma ad un prezzo estremamente inferiore! D’altro canto, in questo tipo di circuito lo slew rate non è particolarmente rilevante, per cui qualsiasi opamp “moderno” (con uno SR di una decina di volt su microsecondo) è perfettamente adatto.
      Inoltre, l’idea di spostare il filtro passa-basso all’uscita del secondo stadio (cosa purtroppo molto diffusa in circuiti simili) [b]è assolutamente da evitare[/b] se si vuole ottenere un’elevata accuratezza sulla riproduzione della curva RIAA: infatti è del tutto sbagliato pensare che il condensatore d’uscita fornisca un qualche tipo di “stabilizzazione” del carico. La formula (14) di quest’articolo dovrebbe togliere ogni dubbio:
      http://www.bsproj.it/index.php/audio/47/112

      Invece, tornando al discorso iniziale, un’ulteriore (seppur modesta) riduzione del rumore si potrebbe ottenere connettendo più coppie differenziali in parallelo, polarizzandole con una corrente relativamente elevata (alcuni milliampere). In questo modo si può scendere a rumori d’ingresso all’ordine degli 0,5 nV/√Hz, che però rappresenta solo un piccolo miglioramento (appena 3 dB sul rapporto S/N) se si considera, invece, il grande aumento di costo! Ad ogni modo, nel 2011 ho progettato un pre phono di questo tipo, anche se acora non l’ho testato né ottimizzato (alcuni valori sono da modificare):
      http://www.bsproj.it/download/ulnphono.pdf
      In definitiva, date queste considerazioni, il T-Phonum MKII ha un rapporto prestazioni/costi nettamente migliore rispetto a quest’ultimo.
      Niki

  8. Avatar Giovanni

    Salve ragazzi, qualcuno ha notizie dove reperire il friwo nt3?
    Grazie saluti

    1. Sulla rete sono acquistabili da FARNELL ma anche su RS o eBay. Domanda per curiosità: perché proprio FRIWO? Il circuito avendo l’alimentatore integrato non risente di criticità sul 12 V AC – al limite aumenta un po’ la potenza se dubiti dell’efficienza del trafo.
      Grazie e scusa la curiosità. Ciao

    2. La scelta del trasformatore non è critica. Il modello usato è stato scelto solo perché uno dei pochi alimentatori esterni disponibili con uscita in corrente alternata (e non continua), aspetto fondamentale per il corretto funzionamento dello stadio d’alimentazione situato sulla scheda.
      Lo stadio d’alimentazione presente sulla scheda è stato progettato al fine di rendere ininfluente la qualità del trasformatore, per cui qualsiasi altro modello da 12 V~ è adeguato allo scopo.

    3. Niki, grazie della risposta. Conferma la mia analisi anche se forse mi ero espresso male. Infatti “il circuito” cui intendevo era quello dell’alimentatore presente sulla scheda come hai confermato. E quindi il FRIWO, o chi per lui, come hai giustamente specificato è un mero trasformatore AC/AC.

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