T-Phonum MKII

Il T-Phonum MKII è un preamplificatore phono RIAA ad elevate prestazioni concepito sia per testine a magnete mobile (MM) che a bobina mobile (MC).

Introduzione

Il T-Phonum MKII è stato sviluppato allo scopo di ottenere le migliori prestazioni nella riproduzione del disco in vinile. Il circuito impiega una particolare rete d’equalizzazione RIAA a due stadi, uno attivo ed uno passivo, che permette di risolvere efficacemente le problematiche di accuratezza, rumore e dinamica d’ingresso che tipicamente si presentano impiegando le reti attive o passive tradizionali.

Vista interna del T-Phonum MKII.

Attraverso una complessa procedura di dimensionamento è stato possibile ottenere un’elevatissima accuratezza nella riproduzione della curva RIAA, garantendo un’eccezionale fedeltà nella riproduzione. L’uso della rete RIAA a due stadi, unitamente al particolare arrangiamento degli stadi di guadagno, ha permesso di ottenere un rapporto segnale/rumore e una dinamica d’ingresso sensibilmente superiori rispetto alle circuitazioni convenzionali.

ParametroValoreNote
GuadagnoMM: 40 dB, 46 dB
MC: 60 dB, 66 dB
4 valori selezionabili mediante interruttori DIP
Rapporto segnale/rumoreA-weight:
MM: 92 dB, 87 dB
MC: 73 dB, 67 dB
Unweight:
MM: 88 dB, 83 dB
MC: 69 dB, 63 dB
Op-amp LT1115
Massimo segnale d’ingresso81 mVRMS (230 mVpp) a 40 dB
7,8 mVRMS (22,2 mVpp) a 60 dB
1 kHz, alimentazione a ±12 V
Margine prima del clipping (headroom)27 dB1 kHz, alimentazione a ±12 V
Distorsione armonica totale~0,002%Op-amp LT1115, 1 kHz
Accuratezza della curva RIAA±0,05 dBTyp., 20 Hz ÷ 20 kHz
Capacità d’ingresso0 pF, 100 pF, 150 pF, 220 pF, 250 pF, 320 pF, 370 pF, 470 pF8 valori selezionabili mediante interruttori DIP
Resistenza d’ingresso47 kΩ, 1 kΩ, 100 Ω, 91 Ω4 valori selezionabili mediante interruttori DIP

Alcuni interruttori DIP presenti sulla scheda permettono di regolare il guadagno (modalità MM e MC), la capacità d’ingresso (per ottimizzare l’interfacciamento delle testine MM) e la resistenza d’ingresso (per le testine MC).

Tutti questi aspetti sono stati concepiti allo scopo di ottenere una riproduzione estremamente fedele del supporto in vinile e assicurare prestazioni musicali di elevatissimo livello.

Stadio preamplificatore

Il circuito impiega complessivamente quattro amplificatori operazionali singoli per applicazioni audio, due per ciascun canale.

La rete RIAA a due stadi è a bassa impedenza per minimizzare il rumore termico. Questa viene pilotata dal primo op-amp, che fornisce anche una porzione significativa del guadagno complessivo. Il secondo op-amp fornisce il restante guadagno necessario, che può essere regolato a seconda del livello d’uscita della testina impiegata. La particolare combinazione di equalizzazione e amplificazione è alla base dell’elevato rapporto segnale/rumore e dell’elevata dinamica d’ingresso del T-Phonum MKII.

Schema elettrico del preamplificatore phono RIAA T-Phonum MKII.

Per ottenere il miglior rapporto segnale/rumore è necessario che il primo op-amp fornisca un basso rumore d’ingresso. Per esempio, i modelli seguenti sono adatti.

Op-amp del primo stadioRumore d’ingressoAlimentazione
NE55343,5 nV/√HzDa ±12 V a ±20 V
OP373 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
LME497102,5 nV/√HzDa ±12 V a ±17 V
AD7970,9 nV/√HzDa ±12 V a ±18 V
LME499900,9 nV/√HzDa ±12 V a ±18 V
LT11150,9 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
LT10280,9 nV/√HzDa ±12 V a ±22 V
BK251 (scopri di più)0,5 nV/√Hz±15 V (da ±12 V a ±18 V)

Il secondo op-amp non incide significativamente sul rumore complessivo, per cui la sua scelta è meno critica. Alcuni modelli consigliati sono i seguenti.

Op-amp del secondo stadioSlew-rateGBPTHDAlimentazione
NE553413 V/µs10 MHz0,002%Da ±12 V a ±20 V
LME4971020 V/µs55 MHz0,00003%Da ±12 V a ±17 V
OPA60425 V/μs20 MHz0,0003%Da ±12 V a ±24 V
OPA13420 V/µs8 MHz0,00008%Da ±12 V a ±18 V
OPA62755 V/µs16 MHz0,00003%Da ±12 V a ±18 V
OPA637135 V/µs80 MHz0,00003%Da ±12 V a ±18 V

L’accuratezza della riproduzione della curva RIAA dipende dalla tolleranza dei componenti usati nella rete d’equalizzazione. Per questo, i resistori sono a strato metallico con tolleranza uguale o inferiore all’1% e i condensatori sono a film plastico metallizzato con tolleranza uguale o inferiore al 5%.

Scheda del T-Phonum MKII.

I condensatori di accoppiamento (C6, C7, C17 e C18) sono a film plastico (qualsiasi capacità compresa tra 2,2 e 10 µF è adatta). I condensatori di bypass delle alimentazioni (da C8 a C11 e da C19 a C22) sono di tipo ceramico per ottenere la minima impedenza alle alte frequenze.

Gli interruttori DIP possono essere attivati secondo varie combinazioni per ottenere 4 valori di guadagno (S2 e S4), 8 valori di capacità e 4 valori di resistenza d’ingresso (S1 e S3).

La rete RIAA a due stadi

Diversamente dalla maggior parte dei preamplificatori RIAA, che impiegano reti d’equalizzazione esclusivamente attive o esclusivamente passive, il T-Phonum MKII impiega simultaneamente due distinte reti specializzate: una attiva per le basse frequenze ed una passiva per le alte frequenze. Questa tecnica offre dei notevoli vantaggi, perché permette di superare efficacemente le limitazioni delle reti tradizionali.

Rete RIAA a due stadi
La rete RIAA a due stadi usata nel T-Phonum MKII.

Infatti, le normali reti RIAA passive introducono un’attenuazione di circa 20 dB ad 1 kHz, che deve essere recuperata amplificando ulteriormente il segnale. Questo pone severe limitazioni circa il rapporto segnale/rumore e la dinamica d’ingresso ottenibili. La rete RIAA a due stadi non introduce quest’attenuazione, per cui è in grado di massimizzare il rapporto segnale/rumore e la dinamica d’ingresso del preamplificatore.

Inoltre, con questo approccio è agevole dimensionare reti a bassa impedenza senza sovraccaricare lo stadio amplificatore. Questo riduce sensibilmente il rumore termico, che è il principale problema delle reti passive tradizionali ad alta impedenza.

D’altro canto, l’uso di una parte passiva per le alte frequenze (il polo a 75 µs) permette alla rete RIAA a due stadi di seguire il corretto andamento della curva RIAA anche alle frequenze ultrasoniche, cosa che non sarebbe stata possibile impiegando una sola rete attiva nella configurazione non-invertente. Questo permette di ottenere una perfetta fedeltà nella riproduzione della curva RIAA anche alle alte frequenze.

La massima deviazione rispetto alla curva RIAA ideale è compresa entro ±0,05 dB
La massima deviazione rispetto alla curva RIAA ideale prodotta dal T-Phonum MKII è compresa entro ±0,05 dB (typ.).

La corretta attenuazione delle frequenze ultrasoniche previene anche la comparsa delle distorsioni d’intermodulazione dovute alle limitazioni dello slew-rate degli stadi amplificatori successivi, che lavorano così nelle loro condizioni operative ottimali.

In definitiva, la rete RIAA a due stadi permette di beneficiare dei vantaggi di ciascuna tipologia di rete senza presentarne le limitazioni. Un’accurata analisi della rete ha permesso di sviluppare un apposito algoritmo finalizzato ad individuare la miglior combinazione di valori per assicurare sia un’elevata accuratezza che un basso rumore.

Stadio d’alimentazione

La scheda del T-Phonum MKII può essere alimentata in molte diverse modalità (a partire dalla Rev. 7). Pertanto, la scheda può essere assemblata secondo due opzioni:

  • sfruttando lo stadio d’alimentazione integrato nella scheda (opzione A);
  • sfruttando un alimentatore esterno o una coppia di batterie (opzione B).

Lo sapevi che…

Il T-Phonum MKII può essere realizzato sia in un singolo telaio che in due telai.

Infatti, lo stadio di alimentazione integrato sulla scheda (opz. A) può funzionare sia con un semplice trasformatore che con una scheda di pre-regolazione BP221 aggiuntiva, capace di massimizzarne le prestazioni. Vuoi saperne di più?

Per tutti i dettagli sull’alimentazione, trovi il resto dell’articolo qui sotto.

Opzione A (predefinita)

La scheda include uno stadio d’alimentazione stabilizzato progettato per assicurare un’adeguata alimentazione a basso rumore. Questo permette di alimentare la scheda dal connettore E5 con un trasformatore da 15 V~ (a singolo o, preferibilmente, doppio secondario) da almeno 6 VA, o anche con una tensione duale non stabilizzata compresa tra ±18 e ±24 V come quella fornita dalla scheda di pre-regolazione BP221.

Alimentatore del T-Phonum MKII.

Il raddrizzatore è costituito da diodi veloci di tipo 1N4936 che, in parallelo ai condensatori, assicurano un basso rumore di commutazione. I diodi D5 e D6 prevengono l’aggancio delle uscite (output latch) al momento dell’accensione. I regolatori possono essere sostituiti con modelli simili capaci di fornire tensioni diverse, in accordo con gli op-amp e il trasformatore impiegati.

C29, C30 e C31 sono i condensatori di bypass dei regolatori e sono di tipo ceramico. Invece, C32 compensa il regolatore negativo e deve essere da 1 µF al tantalio. Le tipologie indicate assicurano la stabilità dei regolatori, un’ottima risposta al transitorio e un basso rumore.

L’impiego di un trasformatore esterno è il miglior modo per evitare i disturbi elettromagnetici. Il trasformatore può anche essere inserito all’interno del contenitore purché sia posizionato opportunamente.

Opzione B

Escludendo lo stadio d’alimentazione integrato nella scheda è possibile alimentare direttamente gli op-amp dal connettore E7. Quest’opzione è utile se si desidera impiegare una coppia di batterie o un alimentatore esterno con una tensione d’uscita duale adatta agli op-amp impiegati (generalmente compresa tra ±12 e ±18 V per la maggior parte degli op-amp). In questo caso i componenti contrassegnati con l’asterisco (*) non devono essere montati.

Modalità di alimentazione

Le due opzioni permettono di alimentare la scheda con un trasformatore a singolo secondario (1), con un trasformatore con presa centrale (2), con una tensione duale non stabilizzata (3) o con una tensione duale stabilizzata (4).

Varie modalità di alimentazione del T-Phonum MKII.
Opzione Modalità Note
Opz. A
Modalità 1 (predefinita)
Funzionamento a singola semionda
Utile se si dispone di un trasformatore a singolo secondario da 12 V o 15 V.
Vengono usati i terminali AC1 e GND di E5.
Modalità 2
Funzionamento a onda intera
Utile se si dispone di un trasformatore con presa centrale da 12-0-12 V o 15-0-15 V.
Vengono usati i terminali AC1, GND e AC2 di E5.
Modalità 3
Funzionamento in DC
Utile se si dispone di una tensione DC duale non stabilizzata compresa tra ±15 e ±22 V.
Vengono usati i terminali AC1 (per V+), GND e AC2 (per V-) di E5.
Opz. B
Modalità 4
Alimentazione diretta degli op-amp
Utile se si dispone di una tensione DC duale stabilizzata compresa tra ±12 e ±18 V.
Vengono usati i terminali V+, GND e V- di E7.

Montaggio

La scheda deve essere montata in un contenitore metallico per assicurare un’adeguata schermatura. Il collegamento a massa del contenitore può essere effettuato tramite uno dei connettori posteriori di alimentazione o di massa. Il sistema può essere montato in due telai come descritto nella pagina dedicata.

Connessioni e montaggio della scheda del T-Phonum MKII.

I connettori RCA sono isolati dal pannello e i collegamenti di segnale sono stati eseguiti con cavo RG-174. Anche il morsetto per il collegamento della massa del giradischi è isolato dal pannello ed è connesso al terminale GND al centro della scheda, che è il punto d’incontro dei piani di massa dei due canali e dell’alimentazione.

Circuito stampato (PCB) del T-Phonum MKII.

Il circuito stampato è stato attentamente progettato per offire piani di massa a basso rumore. Le dimensioni sono di 10 × 12 cm e sono previsti dei fori di fissaggio per viti M3 da usare con distanziatori isolanti. La serigrafia facilita l’assemblaggio, mentre il trattamento HASL protegge il rame e favorisce saldature di elevatissima qualità.

Configurazione dei DIP-switch

Gli interruttori DIP possono essere attivati in varie combinazioni per modificare resistenza d’ingresso, capacità d’ingresso e guadagno.

Capacità e resistenza d’ingresso (S1, S3)12345
0 pFOffOffOff  
100 pFOnOffOff  
150 pFOffOnOff  
220 pFOffOffOn  
250 pFOnOnOff  
320 pFOnOffOn  
370 pFOffOnOn  
470 pFOnOnOn  
47 kΩ   OffOff
1 kΩ   OffOn
100 Ω   OnOff
91 Ω   OnOn
Guadagno (S2, S4)12
+40 dB (MM e MC ad alta uscita)OffOn
+46 dB (MM e MC ad alta uscita)OnOn
+60 dB (solo MC)OffOff
+66 dB (solo MC)OnOff

Cronologia degli aggiornamenti

  • Aggiornamento (01/2021): modificati i regolatori predefiniti (da ±12 V a ±15 V) e alcuni valori di resistenza dell’alimentazione.
  • Aggiornamento (Rev. 7, 03/2017): aggiunti due valori di guadagno e due valori di resistenza d’ingresso, aggiunta alimentazione ad onda intera.
  • Aggiornamento (Rev. 6, 06/2016): aggiunto connettore per alimentazione diretta op-amp.
  • Aggiornamento (Rev. 5, 01/2016): migliorato il rapporto S/N in modalità MC.
  • Aggiornamento (Rev. 4, 01/2015): modificati i valori della capacità d’ingresso.
  • Aggiornamento (Rev. 3, 05/2013): aggiunto un valore di resistenza d’ingresso.
  • Aggiornamento (Rev. 2, 02/2013): sostituzione dei jumper con DIP-switch.
  • Aggiornamento (Rev. 1, 12/2012): ottimizzazione della rete RIAA

Commenti

103 risposte

  1. Avatar Massimo Grieco
    Massimo Grieco

    Salve.
    Dal momento che qui a Salerno non è agevole trovare questa tippologia di materiale elettronico, avete idea di dove rivolgermi per l’acquisto del materiale? Ed il circuito stampato?
    Esiste infine (pigrizia impera!) la possibilità di acquisto già montato e da usare?
    Grazie

    Massimo Grieco

    1. Salve Massimo,
      grazie per l’interesse nei confronti del progetto. Credo di poterla aiutare a reperire i materiali, ma per questo la invito a contattarmi via email, così che possa indicarle qualche soluzione. Può contattarmi attraverso questa pagina:
      http://bsproj.it/index.php/contatti
      Buona serata e a presto.

  2. Ogni tanto ritorno a visitare questo sito e sono sempre sorpreso dalla qualità delle argomentazioni che posso leggere, dalla disponibilità dell’autore a rispondere a domande e commenti e dalla validità dei progetti descritti.
    Bene, veramente bene. Complimenti a Niki!
    Andrea

  3. Sarei interessato a costruire il pre phono T-Phonum MKII. Potrebbe cortesemente fornirmi il circuito stampato? Inoltre mi chiedevo come fare per adattare l’impedenza d’ingresso a qualsiasi testina MC. Sicuro di una sua cortese risposta, mi complimento per il validissimo progetto e porgo cordiali saluti.
    Nicola

    P.S. A quando un eventuale pre-linea? Grazie

  4. ciao!
    sarei interessato alla realizzazione del progetto ed ho provato un po a cercare su internet i componenti necessari, però con scarsi risultati.
    sapresti indicarmi un negozio online da cui aquistare tutto il necessario?
    Grazie

    1. Ciao Andrea,
      intanto grazie per l’interesse nei confronti del progetto. Purtroppo, non so indicarti un unico fornitore dal quale tu possa reperire tutti i componenti in piccola quantità: in genere, eseguo i miei acquisti in piccoli stock provenienti quasi sempre da venditori diversi, in quanto realizzando diversi progetti, mi fa comodo avere il laboratorio sempre fornito; dunque, se dovessi consigliarti dove procurarteli, non saprei cosa suggerirti.

      Quello che però posso dirti, è che esistono alcuni venditori piuttosto riforniti, come RS Components e Farnell, ma credo che anche in questo caso siano richiesti un ordine minimo e delle spedizioni consistenti.

      Ciao,
      Niki

  5. Avatar giuseppe
    giuseppe

    Salve, stò realizzando il progetto T-Phonum MKII che ho trovato molto interessante. Volevo apportare alcune piccole modifiche come l’introduzione di switch in sostituzione dei ponticelli per la selezione delle capacità da accoppiare alla testina desiderata e, utilizzando lo stesso concetto, introdurre anche le resistenze per il corretto accoppiamento delle testine MC. Per questo stò ridisegnando schema e PCB utilizzando Eagle. Ho però incontrato un problema: sullo schema R8 vede da un lato il piede 2 di U2 ed R10, dall’altro il piede centrale del commutatore MM/MC. Nel PCB invece, mentre un lato continua a vedere il piede centrale del commutatore MM/MC, l’altro vede il piede 6 di U2. Può indicarmi la corretta connessione? Ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

    1. Avatar bsproj

      Salve Giuseppe,
      in effetti c’è questa incongruenza tra schema elettrico e layout di montaggio, che non ho mai corretto semplicemente perché il commutatore E8 ed il resistore R8 sono in serie, dunque (in questo caso) entrambi i montaggi sono del tutto equivalenti. Pertanto può montarli nella disposizione che che preferisce.

      Niki

    2. Avatar giuseppe
      giuseppe

      grazie, un’ultima informazione: dove è possibile trovare il mobile utilizzato nel progetto? ancora grazie. saluti
      Giuseppe

    3. Avatar bsproj

      Il mobile dovrebbe essere disponibile su eBay tra i venditori esteri (cercando “aluminum project box”). Non ricordo il nome esatto del venditore da cui lo acquistati.

      Niki

  6. Salve volevo sapere se era possibile acquistare la scheda su cui saldare i vari componenti. Fino a pochissimo tempo fa mio padre con un suo bromografo digitale autocostruito mi forniva le schede e…spesso anche terminate dei vari componenti. Volevo cimentarmi in questa impresa ma la realizzazione della scheda la vedo proprio oltre le mie capacità. La ringrazio. Saluti.

    1. Avatar bsproj

      Ciao Marco, credo di poterti replicare la scheda senza problemi. Contattami pure via email dalla pagina Contatti, così potremmo metterci d’accordo.
      http://www.bsproj.it/contatti
      A presto,
      Niki

  7. Avatar Francesco X
    Francesco X

    Complimenti di tutto.
    E’ stato valutato di sostituire l’ultimo OAMP con un triodo od un doppio triodo?
    Certamente la complessità aumenterebbe ma forse anche le prestazioni.
    Io avevo visto uno stadio che montava il tubo (valvola) 12AX7.
    Cosa ne pensate?

    1. E’ stato valutato di sostituire l’ultimo OAMP con un triodo od un doppio triodo?

      Ciao Francesco,
      prima di tutto, grazie per i complimenti.
      Valutando attentamente la tua idea, posso concludere che in questo caso, il tipo di modifica che suggerisci porterebbe praticamente a dei soli svantaggi, quali:

      • il peggioramento del pilotaggio di carichi e cavi (specie se lunghi o di scarsa qualità) per via dell’alta impedenza d’uscita;
      • peggioramento della coerenza stereofonica dovuta a variazioni di amplificazione tra i due canali (per via dell’enorme dispersione delle caratteristiche dei triodi non selezionati), che peggiorerebbe sensibilmente la ricostruzione del palco scenico sonoro;
      • incremento -seppur minimo- della distorsione (dunque, peggioramento della fedeltà di riproduzione);
      • incremento del rumore dovuto alle alte impedenze in gioco, alla microfonicità del triodo ed alla pessima reiezione dei disturbi dall’alimentazione;
      • aumento mostruoso (e immotivato, in base alle precedenti considerazioni) dei costi.

      In sostanza, ritengo che anche se questa potrebbe essere una soluzione in linea con le tendenze del momento, un tubo nello stadio d’uscita, [b]qui [/b]avrebbe in realtà l’unico effetto di degradare le prestazioni del circuito, pur aumentandone notevolmente il costo. La complessità, invece, rimarrebbe minima, se non inferiore, trattandosi di un banale circuito a catodo comune.
      Dunque, piuttosto che affidarmi alle tendenze, ho preferito puntare ad ottenere le migliori prestazioni possibili senza alcun compromesso, pagando come costo una maggior complessità circuitale (che fortunatamente non sempre corrisponde ad un aumento di costi, anzi, ma solo ad opportune scelte progettistiche dimensionate con quanta più accuratezza possibile) al fine di ottenere una fedeltà assoluta nella riproduzione del supporto, senza lasciare niente al caso.

      Ciao,
      Niki

    2. Avatar Francesco

      Premesso che non sono completamente d’accordo con quanto affermi, mi spiego:
      Sono d’accordo che i costi aumentano;
      Non sono d’accordo relativamente alla coerenza stereofonica perchè se la tua affermazione fosse vera non esisterebbe nessun pre a valvole; relativamente alla distorsione bisognerebbe anche considerare la musicalità. Suona meglio una valvola oppure un IC in una certa configurazione?
      Per la reiezione dei disturbi ci sono delle configurazioni particolari su come montare le valvole?
      Il circuito totem-pole o srpp può andare bene – come certi dicono?

      Indipendentemente da queste cose teoriche (per il momento) dove si può trovare un Circuito Stampato e una scatola e a che prezzo?

      Ancora complimenti per tutto.

    3. [quote name=”Francesco”]Non sono d’accordo relativamente alla coerenza stereofonica perchè se la tua affermazione fosse vera non esisterebbe nessun pre a valvole[/quote]
      Non penso che ci sia un grande legame tra le due cose: gli effetti ci sono e sono palesemente misurabili, e sono dovuti alla dispersione delle caratteristiche dei tubi, in particolare della transconduttanza (che a volte può essere anche all’ordine del ±25%, dipendentemente dal produttore e dall’invecchiamento). Che poi ci siano configurazioni circuitali (che in questo settore sono praticamente indispensabili) per minimizzarne gli effetti a livelli poco percepibili “ad orecchio” (ma comunque ben misurabili) è altrettanto vero, ma si tratta comunque un palliativo. L’unico modo sarebbe scegliere tubi selezionati o configurazioni particolarmente complesse e costose (che sarebbero comunque solo un modo per aggirare il vero problema, ovvero le tolleranze di costruzione dei tubi).
      [quote name=”Francesco”]relativamente alla distorsione bisognerebbe anche considerare la musicalità.[/quote]
      In questo sito ho deciso di occuparmi [b]unicamente [/b]di alta fedeltà, con un approccio assolutamente scientifico, senza finire su alcun argomento tabù o su nessuna moda del momento.
      Senza girarci intorno, ritengo (d’accordo con te) che introdurre distorsione in un segnale potrebbe senz’altro renderlo piacevole, ma lo renderebbe inevitabilmente diverso dall’originale. Allora non avrebbe più senso parlare di alta fedeltà: ascolteresti qualcosa di altrettanto bello, forse più forse meno, ma diverso e non autentico. Questa è la filosofia imprescindibile del sito e di tutti i progetti in esso pubblicati.
      [quote name=”Francesco”]Suona meglio una valvola oppure un IC in una certa [i]configurazione[/i]?[/quote]
      L’unica risposta che mi viene in mente è: [u]dipende[/u] dalla configurazione.
      [quote name=”Francesco”]Per la reiezione dei disturbi ci sono delle configurazioni particolari su come montare le valvole?[/quote]
      Un discorso è la microfonicità e la sensibilità ai disturbi magnetici, elettrici ed elettromagnetici: questi possono essere ridotti a livelli trascurabili montando le valvole nelle opportune posizioni.
      Un altro discorso, invece, è il rumore termico dovuto alle alte impedenze ed il rumore dovuto alla scarsa reiezione ai disturbi dell’alimentazione, tipici delle configurazioni nelle quali vengono [i]comunemente[/i] impiegate le valvole. Anche qui si può minimizzare, ma resta il vizio di fondo: perché minimizzare un problema quando invece è possibile risolverlo? O, in questo caso, perché crearne di nuovi, degradando le prestazioni e, per giunta, pagando di più? 😉
      Dunque, in definitiva, ti suggerisco questo: se sei alla ricerca dell’alta fedeltà, della riproduzione fedele della musica e vuoi un pre phono assolutamente fedele, naturale e trasparente, capace di portare quel che sta nel disco all’amplificatore senza aggiungere né togliere niente, allora questo progetto potrebbe interessarti. Se invece sei alla ricerca del “my-fi”, ovvero del suono personale anche a costo di ascoltare qualcosa di non autentico, allora ti sconsiglio a prescindere questo progetto: su internet si trovano tanti altri progetti a tubi di tutti i tipi, da i più precisi e fedeli, a quelli con una distorsione del 10-12% e con una deviazione della curva RIAA di anche ±8 dB. Insomma, ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le orecchie. 🙂
      Comunque, dato che hai tutti gli schemi, qualora volessi fare qualche prova, sarò felice di sapere le tue opinioni. A titolo informativo, l’ultimo stadio guadagna 12 dB in modalità MM e 32 in modalità MC, dunque basterebbe sostituirlo con uno stadio dal guadagno analogo.
      Ciao,
      Niki

    4. Avatar Francesco

      Avevo anche chiesto una cosa importante:

      c’è qualche possibilità per un comune mortale come me di riuscire a reperirne uno?

      La mia intenzione sarebbe quella di farlo cosi come è da te progettato e in un secondo momento provare a sostituire solo l’ultimo stadio solo per le testine MM ma questa seconda cosa verrà fatta in la nel tempo e se rimarrò dell’idea.

      Relativamente al discorso della distorsione sono d’accordo con te ma visto che noi la musica la facciamo o meglio io faccio degli arrangiamenti (anche se casalinghi) credo che ci sia anche della soggettività. Sono comunque d’accordo che l’alta fedeltà è quella di riprodurre il suono com’è originale.

      Sai quanta differenza c’è sentendo il nostro pianoforte dal vivo e uno riprodotto? … e questo vale anche per ogni strumento musicale.
      Io “lavoro” a 24 bit e 96 Khz minimo quando registro.

      Complimenti ancora.

    5. Per rispondere alla tua domanda (che mi era sfuggita), posso dirti che in genere i progetti su questo sito sono intesi per l’autocostruzione. Tuttavia, a volte posso produrne alcune repliche o fornire i materiali che ho a disposizione, o quantomeno indicare dove procurarseli. Pertanto, ti invito a contattarmi in privato, così potrò avvertirti via email nel giro di qualche giorno su cosa potrò fare (dopo aver controllato il materiale in laboratorio).

      Per quanto riguarda la distorsione, posso dirti che anch’io, da musicista dall’età di nove anni e da appassionato di alta fedeltà da poco dopo, ormai penso di conoscere bene la differenza tra un suono reale ed uno riprodotto. Ma se un segnale audio (ovvero un segnale elettrico) può essere ormai amplificato, trasferito, digitalizzato e riprodotto praticamente senza alcuna perdita d’informazioni che qualsiasi orecchio e cervello umano possa realisticamente percepire (se non attraverso pochi costosi strumenti), non si può dire altrettanto per quanto riguarda i dispositivi di trasduzione (microfoni) e attuazione (altoparlanti o, meglio, diffusori), che rappresentano tuttora un settore di grande interesse per la ricerca scientifica, a volte pieno di arbitrarietà soggettive per quanto riguarda aspetti acustici o, semplicemente, per il loro posizionamento.

      Allora, alla tua domanda, rispondo: sì, so bene quanta differenza c’è tra un pianoforte vero ed uno riprodotto, così come so quanta differenza c’è tra un pianoforte microfonato con una coppia di KM184 perpendicolarmente alla tavola armonica piuttosto che diagonalmente ad essa. Questo sta forse alla bravura, forse ai gusti del fonico o del musicista, ma anche da cosa realmente si intende registrare (dando la percezione della distanza, dell’ambienza…), un po’ come intuì Ray Kurzweil producendo la prima tastiera capace di riprodurre realisticamente il suono del pianoforte sfruttando appunto i suoi fenomeni ambientali e le sue risonanze.

      Ma se il mio obiettivo è quello di occuparmi di riprodurre fedelmente quanto ormai inciso, allora di certo non transigerò su una circuitazione quanto più onesta e “trasparente” possibile. Se invece vorrò aggiungere “del mio” a quanto dispongo, allora tutto sarà lecito. Certo, non mi farò scrupoli ad introdurre un po’ (almeno svariati percento, per riuscire a sentirla) di piacevole distorsione di seconda armonica e, perché no, anche i caratteristici sfasamenti e risonanze tipici di un trasformatore d’uscita.

      Ma come ti ho detto, in questo sito la scelta è un’altra: i progetti sono pensati per riprodurre quanto inciso nel supporto nella maniera quanto più fedele e naturale possibile, senza artifici (belli o brutti che siano), senza modificare il materiale di partenza introducendo limiti o “estensioni”. Tutto qui. 🙂

      Di nuovo grazie per i complimenti, fa sempre piacere vedere uno scambio d’idee onesto e sincero.

      Niki

  8. Ciao e complimenti per il sito e i suoi contenuti. Sono intenzionato a costruire il preamp RIAA MKII ma vorrei avere indicazioni circa le differenze fra i risultati di questo ampli e del precedente con i più performanti LME49860. Potrebbe essere un’idea installarli su questa versione ovviamente adattando il CS ?

    Inoltre vorrei iscrivermi al sito ma non vedo come… la cosa è riservata o c’è un’altro sistema?
    Grazie e saluti

    1. Ciao Angelo, grazie per i complimenti! Il progetto MKII si basa sullo stesso schema della versione precedente, ma ha in più la possibilità di selezionare il tipo di testina e la capacità d’ingresso. Inoltre, i due canali usano amplificatori operazionali separati, per garantire una separazione tra i canali estremamente elevata.

      Il modello LME49710 è l’analogo (per prestazioni) dell’LME49860 impiegato nella prima versione del T-Phonum, ma in versione singola. Pertanto si presta perfettamente ad essere montato sulla scheda (senza dover apportare modifiche) per ottenere le migliori prestazioni.

      Ciao,
      Niki

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *