Montaggio in due telai del T-Phonum MKII

Il T-Phonum MKII può essere montato in due telai ricorrendo all’opzione B ed usando almeno una scheda di alimentazione esterna. Questo permette numerose possibilità di alimentazione, che possono essere scelte in base a diverse necessità, come quella di alimentare op-amp che funzionano a differenti tensioni di alimentazione.

Linee guida

Per trarre i maggiori vantaggi dal montaggio in due telai, è conveniente seguire alcune semplici linee guida:

  1. I componenti dell’alimentatore che irradiano disturbi (diodi, trasformatore e relativi cavi) dovrebbero trovarsi ragionevolmente lontani dai circuiti audio.
  2. Per via della loro maggior reiezione dei disturbi di rete, è preferibile impiegare trasformatori a lamierini piuttosto che toroidali.
  3. I regolatori di tensione dovrebbero trovarsi ragionevolmente vicini agli op-amp per minimizzare l’impedenza delle linee di alimentazione.
  4. I condensatori di livellameno presenti sulle schede di alimentazione non dovrebbero essere sovradimensionati, al fine di evitare picchi di corrente eccessivi durante la ricarica.
  5. Eventuali schermi metallici finalizzati a proteggere i circuiti audio dai disturbi del trasformatore dovrebbero essere realizzati con materiali che possiedano contemporaneamente bassa resistività ed elevata permeabilità magnetica, come l’acciaio. Materiali con bassa permeabilità magnetica come il rame e l’alluminio non sono in grado di schermare i campi magnetici emessi dal trasformatore.

Connessioni di massa e connessioni di terra

In tutti i casi, il montaggio deve soddisfare i requisiti di sicurezza imposti dalle normative vigenti. Pertanto, il telaio che include parti sottoposte a tensione di rete è connesso a terra (isolamento di Classe I).

Il telaio contenente i circuiti audio risulta invece connesso alla massa dei circuiti (GND). Questo fa sì che i due contenitori risultino isolati tra di loro (ovvero, massa e terra risultano isolate), al fine di evitare anelli di massa.

Esempi pratici

Configurazione 1

In questo caso, un contenitore contiene il T-Phonum MKII (opz. B) e l’altro contiene trasformatore e scheda di alimentazione.

Questa soluzione presenta il vantaggio di mantenere tutti i componenti rumorosi (trasformatore e diodi) separati dalla scheda. D’altro canto, i regolatori si trovano lontani dalla scheda, per cui è necessario usare un cavo di collegamento il più corto possibile e di adeguata sezione per mantenere l’impedenza delle linee d’alimentazione aseguatamente bassa.

Configurazione 2

In questo caso, un contenitore contiene il T-Phonum MKII (opz. B) e una o due schede di alimentazione, mentre l’altro contiene il trasformatore.

In questo modo, il campo magnetico emesso dal trasformatore non disturba i circuiti audio. Inoltre, i regolatori di tensione sono piuttosto vicini, garantendo agli op-amp un’alimentazione a bassa impedenza.

Tuttavia, per evitare che i disturbi emessi dai diodi raddrizzatori si accoppino ai circuiti audio, è necessario evitare di impiegare capacità di livellamento eccessivamente grandi e, se possibile, è raccomandabile posizionare le schede di alimentazione affinché diodi e cavi di alimentazione in AC si trovino il più lontano possibile dai circuiti audio.

Configurazione 3

Una soluzione che soddisfa perfettamente tutte le linee guida indicate precedentemente è quella illustrata di seguito.

La scheda di alimentazione provvede a raddrizzare e livellare la tensione alternata, producendo una tensione continua. Questa scheda può includere anche uno stadio di pre-regolazione come un moltiplicatore di capacità.

In questo modo, al telaio contenente i circuiti audio viene inviata già una tensione continua, perfettamente livellata ed esente da disturbi. In questo telaio, la tensione viene poi stabilizzata dalla scheda di regolazione che, trovandosi vicina agli op-amp, garantisce la minima impedenza delle linee d’alimentazione.

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Autore: bsproj

Appassionato di musica e progettazione elettronica.

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