Come varia l’impedenza di un potenziometro?

Perché i potenziometri funzionano peggio a metà corsa.

Supponiamo di avere un potenziometro lineare configurato per il controllo del volume come in fig. 1. L’impedenza d’uscita del potenziometro, cioè quella vista guardando dal cursore, dipende dal fattore di rotazione del potenziometro secondo l’equazione: \[Z_{out}=\frac{1}{\frac{1}{xR}+\frac{1}{(1-x)R}}=(x-x^2)R\] dove \(R\) è la resistenza nominale del potenziometro e \(x\) è il fattore di rotazione del potenziometro, che è compreso tra 0 e 1.

Impedenza di un potenziometro al variare della rotazione.
Fig. 1 – Impedenza d’uscita di un potenziometro al variare della rotazione.

Studiando l’equazione, si può dimostrare che posizionando il cursore agli estremi l’impedenza è nulla, mentre il massimo dell’impedenza si ha quando il potenziometro è a metà corsa, e vale esattamente \(R/4\).

Questo vuol dire che a metà corsa il potenziometrò offrirà la minor banda passante e il maggior rumore, ma che questi sono determinati da un’impedenza pari ad un quarto del valore nominale del potenziometro.

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Autore: bsproj

Amante della musica, appassionato di progettazione elettronica.

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